Dal punto di vista dell’utente, il problema era opposto ma complementare. L’esperienza non mancava di contenuti, ma di direzione.
Chi cercava un’auto si trovava davanti a troppe opzioni, spesso simili tra loro, accompagnate da una grande quantità di informazioni tecniche e promozionali. A questo si aggiungevano input esterni — consigli di amici, ricerche online, opinioni contrastanti — che aumentavano ulteriormente l’incertezza.
Il risultato era un sovraccarico cognitivo che rallentava il processo decisionale fino a bloccarlo.